Lo #Sheqerpare o #Sekerpare in turco, è un dolce che arriva in Albania con gli ottomani. Una bomba calorica, forse peggio del bakllava, che non potevamo non adottare! 😉

A Dibër, una regione a nord-est dell’Albania che ha per capoluogo #Peshkopi, la città dove è nato mio marito Olger, è considerato un dolce tradizionale che non manca mai nelle occasioni speciali.

Un ricordo un po’ buffo e un po’ imbarazzante mi ha fatto affezionare in modo speciale a questo frollino zuccherosissimo: durante la festa del matrimonio di uno dei cugini di Gary, in quanto io nuora della famiglia, mi è stato dato il compito di portare una teglia molto grande, colma di sheqerpare e sciroppo ovviamente, in dono alla famiglia della sposa.

Insieme a una zia, tutte e due vestite da cerimonia, facevamo a capo di una carovana infinita di parenti che ci seguivano cantando. Un po’ la strada sterrata di campagna, un po’ perché pesante la teglia e un po’ per i miei tacchi 12, per un attimo ho perso l’equilibrio facendo piegare la teglia da dove è colato un bel po’ di sciroppo sul mio vestito.

E in questi casi cosa fai, mica ti puoi mettere a piagnucolare?! 🤦‍♀️ Quindi con le guance che sembravano prendere fuoco, mi sono messa a ridere. C’era meno da ridere quando siamo giunti a casa della sposa e dovevo presentarmi a loro con questa cascata zuccherosa addosso, ma vabbeh. 🥺

Sono affezionata a questo dolce anche perché piace tanto a Gary, un po’ come a tutti i #dibranët insomma. 😉

Quindi ho imparato a farlo, ma un pochino ho dovuto modificare la ricetta per renderlo un po’ meno pesante. Ecco perché l’ho chiamato sheqer pare “a modo mio”. Riducendo lo zucchero all’interno dell’impasto, il burro e aggiungendo un po’ di farina di mandorle, credo si sia alleggerito.

Ma attenzione, non di molto, quindi mangiate piano, uno solo e lasciate lavorare i sensi di colpa così non continuate. 😂

Sotto trovate la mia ricetta e la preparazione.
Un caro saluto alla mia amata Dibra. ❤️

300 gr farina 00
3 tuorli
150 gr burro temp. ambiente
70 gr zucchero
1/2 bustina lievito vanigliato
30 gr farina mandorle
Una manciata di mandorle intere per guarnire

Per lo sciroppo
500 gr zucchero
250 ml acqua
2-3 fettine di limone
3-4 chiodi di garofano

Mescoliamo il burro con lo zucchero e i tuorli senza renderli spumosi. Aggiungere man mano le farine e il lievito. L’impasto deve risultare una frolla morbida, non elastica e non cremosa. Far riposare l’impasto un frigo per 1 ora.

Nel frattempo preparare lo sciroppo.
Mischiare lo zucchero con l’acqua e portare a ebollizione. Quando bolle, immergere le fettine di limone e i chiodi di garofano. Lasciare cuocere per 5 minuti.

In una teglia foderata con carta da forno, adagiare delle palline di frolla della grandezza che desideriamo. Sistemare al centro di ogni biscotto una mandorla. Infornare a 180 gradi per circa 20 minuti senza perderli d’occhio.

Quando sono diventati dorati, ancora caldi e senza romperli, sistemarli in un’altra teglia un po’ fonda dove vi si potrà versare sopra lo sciroppo. Necessitano di un oretta in frigo per raffreddarsi e imbeversi per bene il liquido dorato. Se li gustate in compagnia un dibran, sembreranno più buoni. 😉

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